Opere di rimozione e demolizione

​Una attività di demolizione comporta non solo l’eliminazione di un bene preesistente, bensì anche la produzione di rifiuti derivanti dalla stessa e la necessità di una loro corretta rimozione

Servizio di rimozione e demolizione

Siamo una azienda leader nel settore degli interventi di rimozione dei rifiuti derivanti dalle opere di demolizione, affiancando in tali tipologie di servizi le migliori realtà aziendali competenti nel settore edilizio e demolitorio.

Solitamente lavoriamo di concerto con una azienda partner esperta nell’esecuzione delle attività di demolizione e di qualsivoglia attività edile e manutentiva, ponendoci come completamento necessario ai fini di una corretta rimozione dei rifiuti provenienti da siffatte tipologie di attività, di natura strettamente edile.

Nel tempo abbiamo affinato la nostra competitività in tale settore, conferendo i rifiuti – tramite adeguate operazioni di trasporto – presso i migliori impianti di destinazione debitamente autorizzati o alle attività di recupero o di smaltimento definitivo di tali tipologie di rifiuti. I nostri interventi, eseguiti di concerto con il nostro partner affidabile e convenzionato, prevedono l’esecuzione di determinate operazioni imprescindibili per l’esecuzione di una corretta e preventiva attività di demolizione e di una successiva rimozione dei rifiuti ivi generati.

Innanzitutto, i rifiuti provenienti dall’attività di costruzione e demolizione sono classificati come rifiuti speciali (RSS), espressamente previsti come “i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo” (D.Lgs. n. 152/2006, art. 184, co. 3, lett. b) e quindi devono essere:

  • Identificati e caratterizzati mediante analisi di laboratorio, al fine dell’attribuzione del relativo codice CER;
  • raggruppati in un luogo adibito a “deposito temporaneo”, per categorie omogenee e per tipologia;
  • trasportati in conto proprio (dalla ditta esecutrice i lavori, autorizzata) o per conto terzi dalle aziende iscritte all’Albo Gestori Ambientali;
  • conferiti in impianti autorizzati per i trattamenti di recupero, ovvero in discarica autorizzata per lo smaltimento definitivo;
    tutto ciò in quanto la loro rimozione ed avvio alle procedure di recupero e/o smaltimento deve avvenire nel totale rispetto della matrice ambientale di riferimento.

Considerato che la necessità dell’ attività di natura edilizia si è nettamente concentrata nel settore della demolizione, ricostruzione, ristrutturazione e/o risanamento, a fronte di siffatte scelte operative sicuramente la produzione di determinate tipologie di rifiuti ha trovato concreto incremento. E visto che siamo in presenza di materie, sostanze, “di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi” (secondo l’art. 183 del T.U. Ambiente), a seguito di ogni attività di demolizione ben può attivarsi la disciplina sui rifiuti di cui alla Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006.
Ovviamente, la produzione di tali rifiuti comporta, per il produttore iniziale degli stessi, ovvero l’azienda esecutrice dei lavori demolitori (unitamente al committente dell’opera), tutta una serie di obblighi e adempimenti amministrativi, che strutturano la complessa esecuzione di ogni attività ( quindi, dalla scelta della ditta deputata alla rimozione iscritta all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, alla corretta predisposizione dei F.I.R. di trasporto, alla necessaria tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti, nonché alla corretta e regolare gestione del deposito temporaneo dei rifiuti, con limiti temporali e quantitativi fino a 30 mc di rifiuti non pericolosi e 10 mc di rifiuti pericolosi, secondo il D.Lgs. 152/2006, art. 183, co. 1 lett. bb).

I principali prodotti di rifiuto ricavabili dalle demolizioni sono costituiti, in modo non esaustivo, da cemento, mattoni, ceramiche, legno, vetro, plastica, miscele bituminose, catrame di carbone e/o prodotti contenenti catrame, metalli e leghe incluse, terra e rocce, pietrame, materiali isolanti e materiali da costruzione contenenti amianto, rifiuti combusti e materiali da costruzione a base di gesso (ovviamente, l’incidenza di quei materiali particolarmente composti, tipo amianto, materiali isolanti e bitume o rifiuti combusti, oggetto di smaltimento con trattamenti speciali, determinano esigenze specifiche di trattamenti diversi dal recupero della materia).

In sostanza, tali rifiuti appartengono in gran parte alla categoria di provenienza dei “rifiuti della costruzione e della demolizione”, che secondo una esemplificativa classificazione (catalogo CER 2015) appartengono al capitolo CER 17.

In ultimo, deve anche riservarsi spazio alle attività di riutilizzo che possono aversi durante le opere di demolizione.
Difatti, è ben possibile che l’azienda deputata all’esecuzione delle opere demolitorie possa eseguire una cd “demolizione selettiva”, realizzata come prima operazione finalizzata al recupero dei residui da costruzione e demolizione.
In tali casi sarà opportunamente valutata, l’ubicazione del cantiere rispetto alle attività di trattamento e recupero dei materiali, gli spazi disponibili del cantiere di demolizione per deposito dei rifiuti e dei materiali recuperati, le tecniche costruttive con cui è stato realizzato il manufatto edilizio e le potenzialità dei materiali che costituiscono l’edificio, rispetto ai processi di recupero e/o riciclaggio.
I criteri base applicati sono l’esecuzione di una indagine preliminare e di una valutazione delle caratteristiche dell’edificio, le criticità presenti, le azioni preliminari alla demolizione, la possibile rimozione delle componenti pericolose, la rimozione delle materie riutilizzabili, la fattività della demolizione in aree produttive e/o in aree civili (con la dovuta separazione delle diverse tipologie di rifiuti).

Il tutto nel rispetto del concetto normativo di cui al T.U. Ambiente, art. 184-bis recante la disciplina dei “sottoprodotti”, nel quale, specularmente alla definizione di “rifiuto”, si descrive qualsiasi sostanza od oggetto <>, che possieda ulteriori e determinate caratteristiche merceologiche e fisiche elencate dalla norma in questione.

“Per noi ogni materiale costituente rifiuto merita considerazione e attenzione,
al pari di un sottoprodotto della lavorazione non classificabile come rifiuto, bensì riutilizzabile tal quale”