Recupero Rifiuti RAEE

Ad oggi, il mondo necessita di una continua innovazione tecnologica… Per mantenere sano il nostro ambiente, lavoriamo costantemente sulla riduzione dell’impatto derivante dai rifiuti elettrici, elettronici e tecnologici…

Servizio di recupero Rifiuti RAEE

Siamo consapevoli che il “mondo”, ovvero il “nostro ambiente”, debba sempre più convivere con l’aumento dei cd rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cd rifiuti elettronici.
Una convivenza, questa, che necessariamente presuppone l’utilizzo delle best practices di gestione e di recupero di siffatti rifiuti, appartenenti ad un settore realmente vasto e poco conosciuto all’utenza finale, sia essa pubblica che privata.
Da questa consapevolezza nasce la nostra passione ed esperienza in tale settore del recupero dei rifiuti, nel quale siamo leader nella gestione e valorizzazione della materia recuperabile.
La nostra spinta origina da un concetto alquanto basilare:

Se da un lato la tecnologica semplifica la gestione e conduzione della vita,
dall’altro un corretto recupero della materia, derivante dalle componenti elettroniche,
semplifica e riduce l’impatto ambientale dell’evoluzione tecnologica in continuo fermento!!!

 I rifiuti di natura elettronica, indicati anche semplicemente con l’acronimo RAEE (o, in lingua inglese, Waste of Electric and Electronic Equipment citati con l’acronimo WEEE), sono rifiuti di tipo particolare consistenti in qualunque apparecchiatura elettrica o elettronica, di cui il possessore intenda o abbia l’obbligo di disfarsi perché danneggiata, inutilizzata, o obsoleta e dunque destinata al recupero e/o allo smaltimento.

Noi preferiamo far parte di quella eccellenza italiana di rilievo industriale, la quale sostanzia le proprie solide radici non nel concetto di smaltimento definitivo del rifiuto tecnologico, bensì nel meritorio concetto di “recupero della materia derivante dai rifiuti elettrici e/o elettronici”.

Si pensa, erroneamente, che tali tipologie di rifiuti siano tutte di natura “pericolosa”, quando invece la buona parte degli stessi rientra tra i rifiuti “non pericolosi” e, dunque, non contenenti sostanze contaminanti e/o pericolose per l’ambiente.
In realtà, i materiali di pregio in siffatte tipologie di rifiuti sono variamente diffusi e molto presenti.

Tuttavia, i RAEE, per essere correttamente gestiti, debbono essere trattati correttamente e destinati ad attività di recupero ben precise, differenziando i materiali di cui sono composti, come il rame, il ferro, l’acciaio, l’alluminio, il vetro, l’argento, l’oro ed altri metalli preziosi utilizzati in minor quantità per la loro composizione, evitando così uno spreco di risorse prime secondarie di non poco valore.
Ciò che si dimentica – e che a maggior ragione vale per le cd risorse tecnologiche e per le sue apparecchiature – è proprio il recupero ed il riutilizzo delle cd materie prime secondarie, utili a poter creare nuove apparecchiature e loro componenti, prodotte in tal modo con un altissimo tasso di sostenibilità ambientale.
In genere, i trattamenti di recupero sono espletati al fine di procedere al totale recupero di tutta quella componentistica riutilizzabile secondo trattamenti specifici, diretti appunto verso i cd materiali riciclabili.

Le attività di trattamento prevedono varie fasi, indicativamente:

  • messa in sicurezza, con potenziale asportazione dei componenti pericolosi;
  • smontaggio dei componenti e separazione preliminare dei materiali;
  • lavorazione meccanica per il recupero dei materiali.

Questo tipo di rifiuti, comunemente definito RAEE, è regolamentato dalla Direttiva RAEE (o Direttiva WEEE), recepita di recente in Italia con il “Decreto RAEE”.

Segnatamente, la “Direttiva RAEE” è basata sul notorio principio secondo il quale

“chi inquina paga”!!!

Per ottemperare a questo principio, il finanziamento e l’organizzazione della raccolta e del trattamento dei RAEE sono ricondotti ai produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, a partire dalla data di entrata in vigore, in Italia, del “Decreto RAEE”, il 01.09.2007 (D.M. n. 185/2007 pubblicato in G.U. il 5/11/2007).

I RAEE derivanti dalle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, progettate per funzionare a tensioni non superiori a 1000 V AC o 1500 V CC, possono suddividersi in 5 categorie (da R1 a R5), in base alla tipologia di produzione ed impiego delle AEE e, soprattutto, tenuto conto del tipo di trattamento a cui saranno sottoposti ed anche in considerazione dei relativi codici CER (a titolo esemplificativo, citiamo il 16.02.14 e il 16.02.16):

  • R1 (Freddo e Clima), relativo ad es. a frigoriferi, congelatori, apparecchi per il condizionamento;
  • R2 (Grandi Bianchi), relativo ad es. a lavatrici, lavastoviglie, forni a microonde, piani cottura ecc.;
  • R3 (TV e Monitor), relativo ad es. a schermi a tubi catodici CRT, schermi a LED, al Plasma, e nuove tecnologie;
  • R4 (PED CE ITC ed altro, e tutte le altre apparecchiature al di fuori degli altri raggruppamenti), relativo ad es. a aspirapolvere, macchine per cucire, ferri da stiro, friggitrici, frullatori, computer (unità centrale, mouse, tastiera), stampanti, fax, telefoni cellulari, videoregistratori, apparecchi radio;
  • R5 (sorgenti luminose), relativo ad es. a lampade che contengono gas (come quelle a incandescenza), tubi fluorescenti al neon, lampade a risparmio energetico, a vapori di mercurio, sodio e ioduri.

Attualmente, i privati cittadini possono conferire i propri rifiuti (provenienti dal ciclo urbano – RSU) alle isole ecologiche, ovvero (dal 18 giugno 2010) consegnandoli gratuitamente e direttamente al rivenditore di fiducia, all’atto dell’acquisto di un’apparecchiatura della medesima tipologia (procedura definita del cd “uno contro uno”, ex D.M. n. 65 del 2010); mentre, dal 22 luglio 2016 i negozi superiori ai 400 m2 hanno obbligo di installare un’area per il ritiro RAEE al fine di consentire il cd “uno contro zero”.

La nostra azienda rivolge i propri servizi, di raccolta e recupero, verso alcune tipologie di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche fuori uso (ovvero RAEE) appartenenti al ciclo dei rifiuti RSS, derivanti pertanto da attività commerciali, uffici privati, Enti pubblici di vario tipo e/o provenienti anche dai sistemi di raccolta di aziende operanti nel settore della raccolta urbana (che, per attivare il recupero di tali rifiuti, devono comunque conferirli ad impianti, come il nostro, debitamente autorizzati al trattamento di talune tipologie di rifiuti identificabili con specifici codici CER).
Il nostro intento è quello di valorizzare la materia recuperabile derivante dai “RAEE di natura non pericolosa”, proprio in considerazione del nostro motore, il “ragionamento verde”, a mezzo del quale crediamo fermamente che

di ogni componente elettronica e/o tecnologica l’essere umano deve avvantaggiarsi
durante per tutta la durata e l’utilizzo della medesima strumentazione,
al pari di una vantaggiosa valorizzazione della materia quando la componente e/o apparecchiatura diventi fuori uso,
in ragione di un obbligo e/o di una volontà a disfarsene…